Gara di Country line dance al Cowboys Guest Ranch.



Il giorno più caldo dell'estate. 38°C all'ombra. La macchina un fornetto a microonde. Voghera, nella bassa padana dove l'afa stende una nebbiolina sulle coscienze delle casalinghe inquiete. Un capannone colossale. In realtà un grande forno dove puoi bollire una intera mandria di manzi e manzette, quelli che si azzoppano sulla pista di Abilene. Quella pista infinita da percorrere in mesi di fatiche per arrivare lì, sotto il capannone di Voghera del Cowboys Guest Ranch, al Country Festival 2012, dove passano come ombre i fantasmi di Tex e dell'OK Corral, dove ci sono 50°C buoni, con jeans pesanti e stivali texani ai piedi. tacchi che battono sulla pedana di legno, con ritmo che incalza e alza la polvere del New Mexico. Polvere, sudore, sangue (no, sangue no, ma quasi). Altro che rave party, centinaia di persone che ballano senza tregua, aspettando la gara. Date un'occhiata ai video. I quello sopra potete vedere anche la mia gentile signora, in quello sotto invece,170 ragazzi che si sono smazzati migliaia di km in pullman dal nord della Francia e dalla Spagna, per ballare questi 3 minuti. Se non è passione vera questa! La mia ragazza e gli amici del Cnuntry Fever erano "solo" 73, e sono arrivati quarti, mica male! L'ho riportata a casa un po' cotta ma sana e salva.




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Bravo Mario!

Bravo Mario! Mi sei piaciuto. Mi piacevi prima e adesso mi piaci ancor di più. Ma è così, chi è bravo, nel momento difficile, dà il meglio, come si dice, porta a casa il risultato. Così tutti quelli che fino al giorno prima, lo insultano, lo minacciano, lo ridicolizzano e lo sbeffeggiano, con un piccolo movimento, così umano per carità, saltano o per lo meno cercano di saltare sul carro del vincitore, accreditandosi il merito di avere dato i consigli giusti, di avere guidato, di essere, insomma, i veri artefici meritevoli della vittoria. Invece no. Il merito è di chi le cose le fa. Di chi sopporta, anche magari avendo ogni tanto qualche momento di fastidio, ma al momento opportuno tira diritto e vince. Bravo Mario, continua così, fai il tuo lavoro, come lo sai fare, non stare a sentire nessuno, tanto, lo sai già, non appena qualche cosa andrà storto, tutti (gli stessi che oggi fanno i titoloni) saranno pronti a crocifiggerti, a dire che loro lo sapevano che eri un bluff, che loro sapevano bene come si sarebbe dovuto fare, chi si doveva mettere al posto tuo, più capace e affidabile. Che vuoi, devi capire, siamo italiani.


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Giappone nelle colline Ovadesi?


Per chi fosse interessato alla cultura giapponese, ecco una ghiotta occasione a Roccagrimalda il 7 ed 8 Luglio prossimo. Arti figurative, the giapponesi, corsi di origami, musica e chi più ne h apiù ne metta!

Haiku riposato.


Chambon - Val Chisone.




Ozio sublime.
Anche la mosca tace 
a mente fresca.


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Tarda primavera.

Recensione: L.Troisio - Quindici alibi.

Ecco qua un altro libro di Troisio, il Professore, uno dei suoi ultimi lavori, una serie di racconti fino a "L'invariante di Khelm", un vero e proprio romanzo breve. Quindici racconti, divisi in tre parti (la prima "il glande dell'iceberg" più corposa e intrigante) a raccontare i suoi temi tipici, autobiografici, legati e intrinsecamente inscindibili da quell'Oriente, sognato, amato e fintamente mal sopportato, sempre elegantemente descritto attraverso le persone e gli incontri più che tramite i luoghi. Quindici alibi, intesi latinamente, quindici "altrove", scuse per estrinsecare la sua natura di viaggiatore solo apparentemente disincantato, mordace e sarcastico, ma sempre pronto a far passare, tra le righe dei difetti e dei fastidi, un messaggio di amore che lo lega senza infingimenti a quei luoghi lontani in cui ha trascorso parte della sua vita e a cui ancora non sa rinunciare. Davanti ai vostri occhi passeranno  acquarelli di luoghi esotici mediati da un retino fotografico popolato di professoresse intriganti, di donne bellissime (suo debole discretamente esibito), di incontri fastidiosi, di animali imbarazzanti, di rumori insopportabili. La sua prosa a volte dura di poeta della neoavanguardia, vi accalappierà sicuramente, assieme alla sua ironia dotta, dalle citazioni lievi e nascoste e vi invoglierà a leggere altro di questo personaggio poco conosciuto, che mi onoro di avere incontrato personalmente e che insiste ad esibire, con malcelato gigioneggiare, la medaglia al valore di non aver  mai vinto nulla.


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