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Cronache di Surakhis 50 : Spirito di servizio.

I temporali  estivi si erano scatenati ormai da giorni. Su Surakhis, la nuova stagione, quella del caldo afoso che costringe alla vita sottoterra, al buio fresco delle caverne pregne del puzzo sudaticcio della convivenza forzata, era cominciata da qualche giorno. La situazione era disperata. Paularius si aggirava nel vestibulum della sua villa ufficiale come una belva in gabbia. Era il momento in cui tutti gridavano come animali ed era quasi impossibile convincere il governo planetario debolissimo a prendere i giusti provvedimenti, anzi il provvedimento cardine per risolvere il problema, uscire dalla moneta galattica, abbandonare finalmente il Credito Interstellare che obbligava il pianeta a pagare quei fannulloni di schiavi e a nutrirli ogni giorno, nonché a mantenere in vita gli anziani inutili che popolavano le città, rendendole invivibili, invece di consentire all'Unione Bancaria di Surakhis di tornare al vecchio e glorioso Goldaro, la moneta storica del pianeta, stampata su carta riciclabile che si dissolveva in pochi giorni all'aria clorata e un tantino corrosiva, obbligando tutti a spenderla subito. Ah, che nostalgia, ogni giorno la banca centrale poteva stampare tonnellate di nuova cartamoneta, con cui si poteva anche fingere di pagare gli schiavi, tanto la settimana dopo tutto sarebbe andato in fumo, certo aumentava un poco l'inquinamento, ma vuoi mettere, un'inflazione del 1000% al giorno risolveva ogni problema di debito pubblico e annullava in un attimo quell'odioso sistema pensionistico, vera palla al piede del pianeta. 

Da quando si era stabilito il blocco monetario galattico, tutto aveva preso la strada sbagliata e adesso toccava a lui risolvere i problemi nelle lamentele e dei pianti generali. Tutti si lamentavano; gli schiavi che dovevano poi pagare quel piccolo balzello accessorio, quell'Imposta sul Modo di Urinare, che in fondo era anche giusta, con l'introduzione del perno uretrale ed esentando quelli che riuscivano a trattenersi fino all'uscita dalle miniere; i cittadini a cui era stata aumentata l'accisa sulle immondizie che mangiavano ogni giorno e non ultime, anche se in fondo le aveva in grande simpatia, ecco che tra pochi minuti avrebbe dovuto ricevere il feroce sindacato delle Fellatrici Intergalattiche Organizzate e Malmostose, con la loro capa Terrine, una splendida rossa che lui vedeva saltuariamente e non solo per motivi istituzionali, le quali avevano messo sul tappeto la loro tragica situazione lavorativa per cui a causa della crisi feroce, la maggior parte delle sacerdotesse svolgeva il loro benefico lavoro, la loro missione, non più per denaro, ma tanto per buttare giù qualcosa di caldo. Eh, tutti capaci solo di vedere i loro problemi e preoccuparsi solo dei propri interessi. Un compito difficile, ma davanti a tutto lui aveva sempre posto il suo Spirito di servizio, quell'alcool forte e amaro che che distillavano i suoi famigli dai teneri scalpi vulvari delle servette giovani. Se ne versò una generosa porzione e si lasciò andare al massaggio in attesa della rossa.


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Manuale di economia politica 7: Quante probabilità?

Se parli in giro, hai l'impressione che tutti si stiano preoccupando delle punture delle zanzare, mentre stiamo seduti su una bomba atomica. Eppure quel ticchettio che si sente non è lo spray dell'Autan che non si è ancora attivato. Qualcuno fa auspici strani che se si avverassero travolgerebbero in primo luogo proprio chi li fa, ma senza rendersene conto. Ma sì usciamo dall'euro, che tanto non bisognava neanche farlo, chiudiamo le banche che ci affamano, mandiamo a casa i professori (con disprezzo) che tanto non capiscono niente sostituendoli con le locuste. (I cattivi studenti se la sono sempre presa coi professori, non avete notato?). Ragazzi tutto è possibile, basta capirne le conseguenze. Ogni scenario, per quanto terribile, non è mica uguale per tutti; per qualcuno è mortale per altri può essere vantaggioso, basta che chi lo vuole, capisca da che parte si troverà il giorno dopo. Cosa può capitare? Di tutto, con varie percentuali di probabilità naturalmente. Vediamo un po' con calma. 

Scenario 0: L'incubo. In altri tempi, come ho già detto queste crisi, anche di minore portata, venivano risolte con una guerra. Si rompeva tutto, azzerando ogni cosa e si ripartiva con una sana ricostruzione. Iperinflazione alla russa o argentina, popolazioni alla fame. Dittature sanguinose, ma democraticamente elette da cittadini che chiamano l'uomo forte. Lo darei per molto improbabile, 1/2% (anche se non impossibile eh, attenzione!).

Scenario 1: La tempesta perfetta. Elezioni in Grecia al disastro e sua uscita dall'Euro; tensione ed irrigidimento delle posizioni in Europa, domino con caduta a catena di Portogallo e Spagna. Poi tocca a noi. L'euro finisce. La Neolira svaluta subito del 50%. Caduta di diversi punti del PIL italiano. Nei primi giorni fuga totale dei capitali in luoghi sicuri. 60% di italiani alla fame, quella vera, non quella sbandierata per non pagare 200 euro di IMU, taglio globale della socialità. Fallimenti a catena delle attività legate al territorio e alla consumo interno. Aumento esponenziale dei clienti delle mense della Caritas. Mica cacca per tutti, eh. Rafforzamento (momentaneo ) delle aziende esportatrici (per questo molti industriali incapaci auspicano l'uscita dalla moneta unica). Soluzione del debito dello stato, che si ridurrebbe alla metà in termini reali, alle spalle dei risparmiatori. Salvezza anche per le casse delle banche che ripianerebbero in parte gli errori commessi fino ad ora. Grandi patrimoni salvi in luoghi sicuri in valute protette. Buoni affari anche per la speculazione finanziaria. Per una ripartenza necessari almeno una decina di anni o più, con molte vittime alle spalle, la parte debole della popolazione (oltre il 50%), pensionati, redditi fissi, senza lavoro. Dopo il bagno di sangue iniziale, migliore prospettiva per i giovani svegli. Darei a questo scenario tra il 10% e il 20%.

Scenario 2: Il disastro. La melina continua. L'euro riesce a tenere ma a prezzo sempre maggiore. Tra le spinte centrifughe europee non c'è accordo che consenta decisioni comuni e si continua a traccheggiare in maniera da provocare continui alti e bassi. Continua il momento depressivo. La crisi striscia ancora per qualche anno senza lasciare intravedere spiragli di uscita. Qualche paese cede a tentazioni autoritarie, in altri si cade in mano al populismo più distruttivo. Aumento della disoccupazione costante e diminuzione delle attività. Tutto continua come adesso nell'acrimonia delle accuse incrociate. Incremento generalizzato della povertà. la recessione continua a strisciare. Si salvano i risparmiatori e chi mantiene il lavoro. Male per giovani, commercio e PMI (il 90 % delle imprese italiane). Partiti autosuicidati e occupazione dello spazio politico da novità tragicamente negative. Questo è il teatro più probabile. Lo darei a oltre il 50%. Uscita solo quando eventi nuovi ed esterni fungeranno da traino forte per il paese intero.

Scenario 3: La speranza. Gli elettori greci ragionano. L'area euro riesce a mediare sugli spigoli più forti. Si soffre ancora un annetto, prima di una lentissima ripresa. Una parte del paese continua a stare male, area povertà e disoccupati. Gli imprenditori capaci si riorganizzano e colgono le occasioni, crescendo. Male per quelli che hanno sempre campato di sussidi e alla giornata. Pulizia nei partiti. Qualcuno trova la capacità di resistere. Non tutti quelli che pretendono di sostituire i vecchi alla greppia sono farabutti o infami, anche qui si riesce a traccheggiare. Dopo qualche anno potrebbe andare meglio, trovandosi anche con i conti in ordine ed aziende sane. Qui siamo al 20%, 25% massimo di probabilità.

Scenario 4: Il sogno. Accordi europei sani e concreti che mostrano ai mercati sicurezza e protezione della moneta senza margini di dubbio. (Eurobond e ecc.) Calo della pressione dei mercati sulla moneta. Allentamento, leggero, della rigidità sui bilanci nell'Unione, conseguente leggera diminuzione del valore dell'euro con fiato all'export, anche se pagato con un limitato aumento  inflattivo, non oltre il 10%. In Italia i partiti lasciano davvero mano libera al governo che procede con rapidità su Lavoro, Taglio alle spese statali, Costituzione di società per i beni pubblici da alienare a diminuzione del debito pubblico, Gesti simbolici da parte della politica con riduzione dimostrative di costi, emolumenti, privilegi. Inizia un circolo virtuoso innescato anche dal volano ricostruttivo delle aree del terremoto. Ripresa graduale dell'occupazione e ritorno al segno positivo in un anno, accompagnato da una ripresa internazionale che aiuta la crescita. Bene per molti, disastro per la speculazione che aveva puntato sul sul disastro. Purtroppo non più del 5% per questa auspicata possibilità. 

Comunque non turbatevi troppo, qualunque cosa succeda qualcuno alla sera prima di andare a dormire, riderà contento e poi nella realtà le cose sono molto più complicate di come ve le ho raccontate e purtroppo vanno da sole nelle direzioni e nei gorghi che forma la corrente, al di là della volontà dei singoli. Certo remare nella direzione giusta aiuta, ma forse non basta..


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