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Considerazioni sul Tai Ji Quan 9: Dan Bian.


Il nono movimento della forma 24 Yang è dan biān - 单鞭 , che significa : Un solo colpo di frusta. E' una delle tecniche più tipiche del Tai Ji e comprende, per la mano destra la cosiddetta posizione ad uncino, che è una forma di parata, deviazione di colpo avversario o liberazione da una presa al polso, mediante una leva articolare derivata dal Tang Lang Quan (o stile della mantide religiosa, vedi sito del maestro Colmi). Questo particolare movimento a spirale avvolge e devia le forze della presa o del colpo dell'avversario agendo in particolare sulla articolazione del polso. Partendo dal termine del movimento precedente in cui si era arrivati in Gong bu, peso sulla dx, entrambe le mani avanti, palme avanti in spinta, il torso inizia una rotazione verso sx di quasi 180° mentre il peso si sposta sulla gamba sx, quindi percorre la rotazione inversa verso dx (peso sulla dx) e poi ancora verso sx (peso sulla sx). Come si è visto il peso, nelle tre fasi distinte, si sposta alternativamente sulle gambe mantenendo il bacino, che comanda la rotazione sempre alla stessa altezza. La gamba sx nella fase 2 viene ritratta verso la destra e poi compie il passo verso sx appoggiando il tallone nella fase 3, prima di spostarvi il 70% del peso. Contemporaneamente il braccio dx compie un arco verso il basso (prima fase), poi un arco verso l'alto (seconda fase) e chiude il palmo ad uncino con un piccolo movimento a spirale nella terza fase, rimanendo a circa 45° gomito verso il basso e spinto verso l'interno, uncino verticale verso il basso. 

Il braccio sx, esegue un movimento inverso, con un semi arco verso l'alto, (prima fase), uno verso il basso (seconda fase) e una parata finale con uno spostamento di 180° con il palmo rivolto verso il proprio viso che passa davanti agli occhi fino a terminare completamente a sx col taglio della mano a premere in avanti. Lo sguardo segue alternativamente la mano sx (1), la dx (2), la sx (3). Le tre fasi comprendono un ciclo di respirazione. E' importante durante il movimento mantenere il torso eretto evitando di piegarsi in avanti. Le braccia devono sempre essere leggermente piegate con i gomiti verso il basso con una leggera tensione verso l'interno. Il movimento di formazione dell'uncino della mano dx deve essere una armoniosa spirale e tutto il movimento comandato come sempre dall'interno del bacino, deve svolgersi in armonia sincronizzata e a velocità costante. Questo movimento enfatizza la suddivisione dell'energia nelle diverse parti del corpo aumentando il flusso sanguigno nella regione addominale e migliorando la fase digestiva. Inoltre rinvigorisce gli organi interni ed aiuta ad aumentare la flessibilità delle giunture. Per aumentare la comprensione del pensiero che sta alla base della tecnica del Tai ji, vi propongo una poesia di Wu Yu Xing, un maestro della metà dell''800.

Mano ad uncino 

Il tuo spirito sia come il gatto che afferra il topo.
La tua presa come il falco che afferra il coniglio.
La tua immobilità come la montagna.
Raccogli il soffio vitale come quando tendi l'arco.
Rilascialo come quando scocchi il dardo.
La mente comandi, il Chi sventoli, il Tan Dien sia il perno.
Allora la tua forza fluirà come filo di seta che si scioglie.






Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971




Considerazioni sul Tai Ji Quan 7/8 : Lǎn què wěi

Eccoci arrivati al movimento Lǎn què wěi - 揽雀尾, che vale come settimo ed ottavo della forma 24 Yang, in quanto viene ripetuto prima a sinistra (左 - zuǒ) e poi a destra (右 - yòu). Ancora una definizione molto poetica per definire una tecnica più difficile da spiegare che da eseguire, come potrete osservare nel consueto video di www.taiji.de. Significa infatti Afferrare la coda del passero. Anzi Què rappresenta gli uccelli a coda corta (da non confondere con Niao, uccello a coda lunga). In realtà la coda del passero altro non è che il braccio dell'oppositore che sferra l'attacco. Ma vediamo i dettagli. La tecnica si compone di quattro momenti da eseguire in tre ritmi respiratori. Nel primo (Peng - 掤 - parare), non molto dissimile da Ye ma fen zong, spostando il peso sulla gamba destra con leggera torsione del busto verso destra si "prende il pallone" (inspirazione), quindi girandosi verso sinistra di 90° si porta il 70% del peso sulla gamba sinistra mentre il braccio sinistro si porta con arco dall'alto in basso col dorso della mano orizzontale rivolto verso il petto dell'avversario (espirazione); così ci si difende andando verso l'avversario con l'avambraccio che aderisce al suo petto, parando un colpo diretto. Lo sguardo passa dalla mano destra a quella sinistra. Si termina in posizione Gong Bu (passo arcuato). Nel secondo momento (Lu - 捋 - tirare indietro), dopo aver ruotato un poco il torso verso sinistra, si riporta il peso sul piede destro arretrato, ruotando verso destra. 

Questo movimento trascina quasi le braccia all'indietro facendo loro compiere due archi verso il basso (palmo sinistro verso il basso, palmo destro verso l'alto mentre lo sguardo ne accompagna il movimento fino in basso quasi fin dietro l'anca destra). Questa parte compiuta inspirando, simula la tecnica marziale con cui, rispondendo ad un attacco del braccio sx dell'avversario,  la mano sx afferra la sua spalla e la dx l'avambraccio ed usando la sua stessa forza d'attacco, lo si sbilancia verso terra (oppure afferrando l'avambraccio lo si sottopone ad una leva sull'articolazione del gomito). Durante l'azione il busto va mantenuto diritto. Nel terzo movimento (Ji - 挤 - premere) dopo una lieve torsione verso dx le braccia continuano l'arco verso l'alto, quindi tornano, mentre il busto ruota verso sx, nella direzione di sx. La mano dx con avambraccio quasi orizzontale (gomiti sempre un po' verso il basso), va a premere sulla mano sx (anche orizzontale) mentre tutto il peso si sposta verso sx di nuovo in Gong Bu (espirando). Adesso le braccia premendo contro l'avversario esercitano una azione di difesa. Con  il quarto movimento (An - 按 - respingere) rimanendo nella stessa direzione, il peso si sposta all'indietro sul piede dx ed entrambe le mani (palme in basso) si ritirano con un piccolo arco (basso-alto-basso) durante l'inspirazione. Il piede sx, completamente scarico di peso alza la punta. 


Quindi con tutto il corpo si esercita una spinta in avanti, in piena espirazione, il peso si riposta sul piede sx e le braccia respingono il corpo dell'avversario indietro, terminando in posizione Gong Bu con entrambe le braccia leggermente arcuate in avanti, palme in avanti, gomiti verso il basso, sguardo in avanti. Nella pratica si asseconda la spinta dell'avversario caricandosi della sua stessa energia per respingerlo indietro a nostra volta. Girandosi di 180° verso destra, si ripetono quindi i quattro movimenti verso un nuovo avversario alle nostre spalle. In tutta la tecnica è importante mantenere lo stesso ritmo senza spezzare i movimenti ma mantenendo una completa fluidità nel continuo bilanciare del peso tra le le gambe. Questi movimenti sono molto interessanti per l'enfatizzazione dei movimenti degli arti di cui viene rafforzata la muscolatura, in particolar modo le cosce, assieme a quella di dorso e addome. L'accentuazione del movimento respiratorio espande i polmoni e rafforza il cuore, migliorando la circolazione. Il punto importante da sottolineare sempre è il mantenimento dell'equilibrio, anche interiore, il contatto con il suolo, il trascinamento di tutti i movimenti che prende vita dall'interno dell'addome, mentre spalle, braccia e torso sono completamente rilassati. La respirazione deve dettare il ritmo come una musica interna che aiuti la coordinazione dei movimenti stessi, ritraendo leggermente il bacino durante l'inspirazione e contraendolo in avanti durante l'espirazione.






Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971


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Considerazioni sul Tai Ji Quan 6: Dao Juan Guan.



Il sesto movimento, oltre al più tecnico ma prosaico Dao Juan Guan - Indietreggiare roteando le braccia, è anche conosciuto come Dǎo Niǎn Hóu. Infatti, proprio per memorizzare più facilmente questa tecnica l'astrazione poetica cinese, che si ispira sempre al mondo animale, lo ha denominato Indietreggiare respingendo la scimmia, raffigurando quindi il non opporsi all'attacco di una scimmia che si precipita frontalmente. Nella realtà marziale il movimento corrisponde ad assecondare un attacco frontale indietreggiando e afferrando al bavero l'opponente attirandolo ancor più verso di sé, seguendo il suo impeto, mentre contemporaneamente con l'altra mano lo si colpisce al viso col palmo aperto. La tecnica viene ripetuta per quattro volte alternativamente dx-sx-dx-sx, eseguendo quattro passi indietro con il piede opposto alla mano che colpisce. Come sempre la descrizione del movimento è più complessa che non facendola, per cui vi rimando all'osservazione del filmato sempre efficace di www.taiji.de in fondo al post. In ogni caso partendo dalla precedente posizione del Suonatore di Pi Pa, la mano dx scende con un largo cerchio in basso (col palmo in in alto) fino ad arrivare dietro il capo e prima di iniziare un movimenti diritto col palmo rivolto in avanti verso il volto dell'ideale avversario. 

Mentre la destra compie il lungo arco, la mano sinistra volge il palmo in alto e scivola poi indietro portandosi vicino al petto, scorrendo quasi sotto la dx che avanza. Come già detto il movimento viene ripetuto quattro volte alternando le braccia in contemporanea ai relativi passi indietro. Durante l'esecuzione il torso ruota prima a dx, fino a seguire il punto di massimo arretramento del braccio dx, riportandosi al centro quando il dx colpisce, quindi esegue la stessa torsione a sx e quindi ancora a dx e a sx. Lo sguardo rimane all'altezza del viso avversario seguendo il movimento della mano che colpisce. Il peso del corpo si sposta alternativamente e completamente sul piede che rimane arretrato.E' importante mantenere il bacino sempre alla medesima altezza evitando l'alzarsi e l'abbassarsi del corpo durante la tecnica, mantenendo le ginocchia sempre leggermente piegate. Anche le braccia non devono mai essere completamente estese, ma rimanere al termine di ogni passaggio, con una leggera curvatura del gomito verso il basso.Come sempre una attenzione particolare va posta  alla respirazione, fondamento dell'esercizio del tai ji. L'inspirazione si effettua durante l'arco che compie la mano arretrando e l'espirazione mentre la stessa mano avanza per colpire. Il ritmo, come in tutto lo stile Yang rimane sempre uguale e lento, modulato appunto dal ritmo respiratorio. 

Proprio questo ritmo del respiro che è lo stesso che accompagna gli esercizi di meditazione di tanti sistemi orientali di pratiche del corpo, come lo yoga indiano o gli esercizi zen giapponesi o lo stesso Qi Gong cinese, sono parte fondamentale della pratica e contribuiscono in maniera determinante al beneficio che si conta di trarne, sia dal punto fisico che mentale. Non per nulla il Tai ji viene anche definito come una meditazione in movimento. Oltre al benessere indubbio che il praticante rileva sempre sul suo equilibrio interiore, gli effetti benefici sul fisico sono stati studiati anche dal punto di vista scientifico, cosa molto più interessante per la nostra attenzione occidentale. Vi rimando quindi a questo interessante articolo di Tuttoscienze che illustra una indagine di lungo termine (30 anni) eseguita dall'Università di Princeton sugli effetti benefici della respirazione ritmata tipica dei processi di meditazione, sull'apparato cardiocircolatorio e sulla conseguente significativa diminuzione di malattie che attengono a questo apparato, nei gruppi che hanno eseguito tale pratica costantemente, rispetto ai gruppi campione. Inoltre poiché questo movimento è tutto incentrato sulla torsione verticale della spina dorsale, l'intero sistema nervoso periferico ne ottiene beneficio, così come la muscolatura delle cosce che sostengono alternativamente il peso del corpo.




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Considerazini sul TaiJi Quan 5: Shǒu huī pí pá.




Suonatrice di Pi Pa - dal web.
Anche il quinto movimento della forma 24 Yang ha un nome poetico. Shǒu huī pí pá, significa infatti Tenere tra le mani il liuto, uno strumento classico della tradizione musicale cinese che la suonatrice tiene graziosamente davanti a sé con una posizione del torso leggermente piegata in avanti come si può vedere in molte statue che rappresentano questo atto artistico. Il movimento della durata di un ciclo respiratorio prende forma dalla posizione di Lōu xī ǎo bù, col peso del corpo sul piede sinistro, portando leggermente avanti il piede destro su cui viene quindi posizionato tutto il peso del corpo e portando avanti il piede sinistro che appoggerà sul suolo solamente con il tallone nel cosiddetto Passo vuoto. Contemporaneamente il braccio destro, palmo verso sx e dita verso l'alto compie un semicerchio a sx dall'altezza del naso fino all'altezza dell'ombelico, mentre il braccio sx forma un analogo semicerchio a sx, portandosi dall'anca all'altezza del viso, palmo a dx e dita in alto con il lato esterno della mano quasi a spingere avanti., con entrambi i gomiti verso il basso. Durante il movimento il torso ruota leggermente verso sx tornando poi alla posizione frontale. 

E' importante che le spalle ed il collo rimangano molto rilassate ed i passaggi avvengano senza spigolosità o strappi. Mentre le braccia si muovono verso l'esterno sx, viene applicata una torsione alla spina dorsale, ma tutto deve fluire con un ritmo costante e privo di interruzioni mentre il respiro accompagna il movimento aumentandone la forza. Lo sguardo pur mantenendo una visione globale e non concentrata su un punto, segue la mano che rimane più alta. La posizione termina appunto nella postura aggraziata della suonatrice di liuto con la mano sx che tiene lo strumento mentre la destra è appoggiata sulle corde. La spiegazione marziale della tecnica simula una parata ad un colpo al viso, afferrando successivamente il braccio avversario con entrambe le mani. Questa forma, attraverso l'esercitarsi della muscolatura dell'addome, delle anche, delle spalle e di tutta la muscolatura della schiena, aumenta in maniera potente la forza di estensione e contrazione delle braccia attraverso la cosiddetta "energia di pressione". 





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Considerazioni sul Tai Ji Quan 4: Lōu xī ǎo bù.

Proseguendo lo sviluppo della forma Yang -24 movimenti ci troviamo ad affrontare il quarto: Lōu xī ǎo bù, che potremmo tradurre come Spazzare il ginocchio e girare il passo. Nella cura del corpo e nella medicina tradizionale cinese, il cervello e la colonna vertebrale assieme a sistema nervoso periferico e muscolatura, costituiscono un sistema concettualmente indivisibile. L'uomo moderno, a causa del tipo di vita sedentario, esercita troppo poco la spina dorsale; questo è generalmente causa di problemi di vario tipo. Il Tai Ji, associato ad una corretta respirazione, allenando correttamente la schiena, è un ottimo sistema per mantenere una buona postura ed una condizione di buona salute per la colonna vertebrale. Questo quarto movimento della forma 24 è dedicato proprio a questo aspetto grazie alle contrazioni e al rafforzamento della muscolatura del dorso, aumentando parimenti la robustezza dei muscoli delle cosce. Le articolazioni di anca e ginocchia, molto esercitate, diventano più flessibili. Il movimento di Lōu xī ǎo bù si esegue 3 volte alternativamente a sx-dx-sx ed è più complesso da spiegare a parole che nei fatti per cui, vi allego il filmato chiarificatore di www.tai-ji.de e uno schema disegnato. Con la schiena diritta il torso ruota alternativamente a sx-dx-centro  poi sx-centro infine dx-centro, facendo tre passi ad arco (gong bu) in avanti: sx-dx-sx. Al termine di ognuno dei 3 movimenti il peso è per il 70% sul piede avanti. Le braccia che partono dal precedente La gru bianca dispiega le ali, eseguono movimenti rotatori verso l'avanti. 


Il braccio dx disteso, che era in posizione alta sulla testa passa davanti agli occhi, quindi davanti alla spalla sx, ruota verso il basso e in un ampio cerchio si porta verso l'alto indietro, grazie alla rotazione del busto a dx, quindi l'avambraccio si piega in avanti e la mano percorre un tratto diritto con un movimento di spinta con il palmo, aiutato dalla rotazione del busto verso il centro, all'altezza del viso. Contemporaneamente, il braccio sx, che era in basso a sx, compone un largo semicerchio verso l'alto, passando davanti al corpo fino a portarsi vicino alla spalla destra, quindi mentre la dx effettua la spinta avanti, compone un semicerchio verso il basso portandosi nella posizione iniziale, "spazzando" appunto il ginocchio sx che avanza. Il movimento si ripete uguale a dx e a sx, mantenendo sempre lo stesso ritmo e il bacino alla stessa altezza. Lo sguardo segue (l'indice) della mano alta rispettivamente. L'inspirazione avviene mentre il braccio va portandosi indietro  fino al punto massimo e l'espirazione durante il movimento di spinta avanti, ripetendo quindi per le altre due volte. Per una esecuzione corretta bisogna porre attenzione a non eseguire le rotazioni con gli arti, ma far partire il movimento dal bacino mantenendolo su un asse verticale, gli arti morbidamente seguono senza sforzo proprio. La spiegazione marziale del movimento è abbastanza evidente. Mentre il braccio che "spazza" il ginocchio, esegue una parata su un colpo  basso (pugno, calcio, a fondo di bastone), il destro, entrando nella guardia dell'avversario con il passo, si proietta avanti e colpisce/spinge all'altezza della gola o del viso. Queste tecniche sono allo stesso tempo un importante aiuto al miglioramento dell'equilibrio, specialmente se eseguite ad occhi semichiusi.



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Considerazioni sul Tai Ji Quan 3: Bái hào liàng chì .

Proseguiamo oggi con l'esame del terzo movimento della forma 24 Yang. Come spesso accade la terminologia cinese si ispira al mondo della natura ed i movimenti marziali vengono assimilati a quelli degli animali, così questa tecnica viene definita con una elegante metafora : La gru bianca distende (o mostra) le ali. Dalla posizione precedente Yě mǎ fèn zōng, in cui ci si trova col peso al 70% sulla gamba avanti sinistra (passo ad arco, gong bu), braccio sinistro alto , braccio destro all'altezza del bacino,  portare leggermente avanti la gamba destra ruotando leggermente il busto verso destra, contemporaneamente ruotando entrambe le braccia fino a portare il braccio destro in alto con il palmo rivolto avanti ed il sinistro all'altezza del bacino con il palmo rivolto in basso, con una distensione allo stesso tempo diagonale e verticale. Il peso del corpo si sposta al 100% sul piede destro, mentre il sinistro viene portato mezzo passo in avanti e appoggiato con le sole dita con il cosiddetto "passo vuoto". Lo sguardo che aveva seguito il movimento della mano sinistra e poi di quella destra, si porta al centro. 


L'inspirazione avviene mentre le braccia formano il cosiddetto pallone, mentre l'espirazione durante la fase di allargamento delle stesse. E' importante che il petto non venga sospinto in avanti e che le braccia si muovano con un semicerchio. Durante il movimento l'energia viene esercitata dal dorso attraverso la rotazione dlele braccia. E' più complicato a spiegarlo che ad eseguirlo, come potete vedere dal filmato molto esaustivo di www.taiji.de. Dal punto di vista marziale il movimento corrisponde ad una doppia parata a due attacchi contemporanei, uno alto e uno basso. Dal punto di vista del beneficio fisico questa esecuzione, attraverso la successiva contrazione ed estensione di petto e dorso, aiuta a tonificare l'innervazione spinale migliorando la verticalità della postura e rinforzando lo stato di allerta mentale. Questi benefici generali ed in particolare sulle forme iniziali delle neuropatie, sono guardati con una certa attenzione, come vi ho già segnalato, dal mondo della medicina, grazie all'osservazione di interessanti risultati ottenuti con la pratica del Tai Ji, come mi ha segnalato qui,  il maestro Damiano Doria che da molti anni si interessa soprattutto di questo aspetto della pratica (date un'occhiata al suo interessante sito) 


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Considerazioni sul Tai Ji Quan 2: Yě mǎ fèn zōng.

Proseguendo in queste mie disamine alla buona sul Tai ji, vorrei oggi parlare del secondo movimento della forma 24 Yang, quella che (come molte altre tecniche) viene definita poeticamente:  Yě mǎ fèn zōng  - Accarezza la criniera del cavallo selvaggio (a sinistra e a destra), in quanto descrive un cavaliere al galoppo che esegua appunto questo gesto. Vediamone l'esecuzione. Mantenendo sempre lo stesso ritmo, dalla posizione iniziale, con le palme rivolte in basso all'altezza del bacino, inspirando, il palmo sinistro si rivolge  verso l'alto ed il destro compie un semicerchio a destra verso l'alto fino a trovarsi sovrapposto al sinistro all'altezza del collo a circa 20 cm dal corpo, come se si tenesse un grande pallone sopra e sotto. Da questa posizione, espirando, mentre il torso compie una rotazione di 90° verso sinistra compiendo un passo verso sinistra (passo arcuato, 拱步, Gong Bu), contemporaneamente, il palmo sinistro compie un arco verso l'alto a sinistra all'altezza del capo, il destro scivola verso il basso all'altezza del fianco destro (come accarezzando). Nella posizione finale, il peso del corpo si troverà per circa il 70% sulla gamba sinistra. Sollevando le dita del piede sinistro, si porta il peso sulla gamba destra mentre anche il corpo ruota verso destra e le braccia, come ruotando attorno al pallone si portano in posizione simmetrica a prima durante l'inspirazione per poi cominciare a dividersi (di qui anche la dizione: Prendi il pallone e dividi) fino a portare tutto il corpo in posizione simmetrica, avanzando con la gamba destra di un passo e trovandosi al termine della espirazione con gamba destra avanti (col 70% del peso), palmo destro all'altezza del capo, palmo sinistro rivolto in basso all'altezza del fianco sinistro. 

Si ripete quindi ancora il movimento per la terza volta verso sinistra. Lo sguardo sarà rivolto alternativamente prima al palmo sinistro poi a quello destro e ancora al sinistro. Nel movimento come sempre il corpo deve essere mantenuto rilassato ma vigile senza piegarsi troppo in avanti. Nella separazione delle braccia, mentre i palmi scorrono uno sull'altro bisogna mantenere una forma circolare. L'asse del movimento è verticale dal capo al bacino. Il significato marziale del movimento simula una parata col braccio che si abbassa, mentre il corpo si avvicina all'avversario con un passo, ottenendo con il braccio che si alza uno suo sbilanciamento. Il beneficio fisico ottenuto dal movimento e dalla collegata respirazione, andrebbe in generale verso un rinvigorimento del sistema nervoso, con un rafforzamento della muscolatura del collo e della schiena con un aiuto al miglioramento della circolazione sanguigna. Non voglio scendere qui nei dettagli precisi della posizione di ogni singola parte del corpo, che come sempre nel Tai Ji è completamente coinvolto in ogni movimento, ma potrete vedere nel filmato allegato i tre movimenti descritti (sx, dx, sx) eseguiti subito dopo il movimento iniziale di cui abbiamo già parlato qui. Se volete andiamo avanti.


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