Amarcord.



Il tempo è una dimensione anomala; si estende e si comprime secondo regole misteriose e non controllabili. Una matematica irrazionale e piena di sorprese anche se puoi riconoscerne facilmente i punti di riferimento. Così eccoci qua, sette vecchi amici, ragazzini ormai frollati che di tanto in tanto si ritrovano a raccontarsi cose. Soli, lontani dai compagni relativi, lasciati altrove per non infastidirli troppo con i nostri continui: ti ricordi? Eppure basta sedersi uno di fronte all'altro, Gilberto, Pina, Lauro, Paola, Rosy, Enrico, Giancarlo e con il calore dell'estate che arriva ti vedi subito come allora. Parte di colpo il film e siamo già seduti su quella panchina della piazza a parlar di niente, a ridere della panettiera che si lamenta perché facciamo baccano alla sera e delle sue tende staccate via e portate fin sugli alberi del viale. Che dispetto! Sono quasi spariti gli alberi di quel viale, dove la brigata si rifugiava alla sera, tutti pieni di speranze per gli approcci neppure tentati e sempre delusi, guardando di sbieco quelle ragazzine così belle e così impossibili, mentre le biciclette stavano là, riverse nel prato. 

Una cucchiaiata di gelato e subito senti il pepeee lontano del carrettino che passava alle due. Cono da 20 lire, panna e nocciola, da leccare seduti sulla balaustra della pompa dell'acqua salata. La musica nuova che stava arrivando rompeva schemi vecchi, il rockandroll, le serate alla SOMS. La pellicola si svolge lentamente, emerge qualche figura lontana, quasi sbiadita da un ricordo spezzettato che riaffiora, a poco a poco ricostruito dall'apporto di tutti fino a che il puzzle si ricompone. Ed ecco che riemerge Camilla, con cui la natura era stata così ingenerosa e la sua povera mamma che prenotava sempre il tavolino sul bordo della pista alla festa del paese e poi, non vista, faceva il giro di tutti i ragazzi a pregarli di fare ballare la figlia, vi prego, almeno una volta in tutta la sera. La sera, così carica di impossibili desideri inespressi, su per la salita fino al cimitero per la prova di coraggio. Il cancello che improvvisamente nel buio si apriva cigolando; le ragazze che scappavano di corsa, terrorizzate. Odore di ciliege, vento fresco sui capelli mentre girano vecchie fotografie. Accidenti come erano belle quelle ragazze.


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Dàn , Xī .

Oggi ho voglia di poesia e se vuoi è facile, la trovi anche nelle piccole cose. Basta guardare un carattere cinese, un piccolo segno, qualche tratto vergato con un leggero colpo della mano col pennello del calligrafo ed ecco nasce all'istante un condensato, ancor più breve e concentrato di un haiku, un soffio di bellezza in un piccolo gesto. Ecco il primo, che immagino pensato e scritto quando la luce del sole ha appena accarezzato i petali delle peonie. Alba - dàn - 旦. Ci vedi subito i due caratteri più semplici che lo compongono, il tratto inferiore che rappresenta la linea dell'orizzonte e sopra il sole (Rì) appena sorto. pensate che basta aggiungerci davanti, il carattere che significa piccolo (xiǎo - 小) che potremmo leggere Piccola Alba, 小旦 e invece significa Ragazza, tanto illumina la giornata il vedere il volto di una giovane donna. A lato il suo opposto, il Tramonto, che la giornata conclude. Ecco dunque Xī  - , un ideogramma in cui indovini il fianco diagonale e curvo della montagna vicina, dietro la quale fa capolino la falce pallida eppure così luminosa e diafana della luna. Dall'alba al tramonto. Un arco completo anche se purtroppo così breve. I due caratteri appaiati, 旦夕, infatti significano proprio: In breve tempo.


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Schmidheiny. L'importante è non vergognarsi mai.



Dal 20 al 22 giugno si svolgerà a Rio la conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile. Questa e altre manifestazioni simili sono da considerarsi davvero utili o sono solo chiacchiere in libertà, anche se funzionali al PIL locale ed al mantenimento della pletora di funzionari delle organizzazioni internazionali, che pure, lo capisco, tengono famiglia? Si potrebbe concludere: dipende. Dipende da cosa si dice e soprattutto cosa si conclude in queste conferenze. Una cosa importante per capire intanto se si parte bene, è verificare chi ci viene invitato a parlare. Così, da tre begli articoli della Stampa di oggi di Brambilla, Gaino e Mossano, scopro che uno dei relatori più accreditati, sarà una certo Stephan Schmidheiny, che come sottolineato negli articoli è un benefattore dell'umanità, guru dell'ambiente e grande filantropo della green economy che con continue e generose donazioni, sostiene a spada tratta, forse assieme ai km zero, l'agricoltura biodinamica e così via. Trattasi del signore della foto in alto. Ricordatevela questa faccia, che magari ve la trovate di fronte in qualche convegno di benefattori ed ecologisti.

Non lo conoscete? Ma non è altri che Mister Eternit, detto anche Faccia di amianto, condannato a 16 anni di galera (che non farà mai naturalmente) per disastro doloso, che nella vicina Casale Monferrato ha ucciso migliaia di persone per mesotelioma e altre decine di migliaia ne mieterà nei prossimi due decenni. Il nostro prodigo benefattore multimiliardario, che largheggia in contributi alla nobile causa dell'ambiente, si rifiuta naturalmente (per ora) di pagare i risarcimenti a cui il giudice lo ha condannato. Ma questo è un dettaglio marginale, infatti, carico di gloria e di lauree honoris causa per il suo lavoro indefesso in favore dell'ambiente che molte università di tutto il mondo gli hanno conferito, è anche stato consigliere di Bill Clinton sulla green economy appunto ed è stato ricevuto con tutti gli onori dai potenti della terra, Papa incluso. Aggiunge giustamente Brambilla, per la Conferenza di Rio è un po' come invitare una pornodiva a presiedere una tavola rotonda sull'importanza della verginità. L'importante date retta a me, per queste kermesse mondiali, è avere credibilità, così magari ce la possiamo prendere con gli OGM a cui lui sarà sicuramente contrario.


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Considerazioni sul Tai Ji Quan 6: Dao Juan Guan.



Il sesto movimento, oltre al più tecnico ma prosaico Dao Juan Guan - Indietreggiare roteando le braccia, è anche conosciuto come Dǎo Niǎn Hóu. Infatti, proprio per memorizzare più facilmente questa tecnica l'astrazione poetica cinese, che si ispira sempre al mondo animale, lo ha denominato Indietreggiare respingendo la scimmia, raffigurando quindi il non opporsi all'attacco di una scimmia che si precipita frontalmente. Nella realtà marziale il movimento corrisponde ad assecondare un attacco frontale indietreggiando e afferrando al bavero l'opponente attirandolo ancor più verso di sé, seguendo il suo impeto, mentre contemporaneamente con l'altra mano lo si colpisce al viso col palmo aperto. La tecnica viene ripetuta per quattro volte alternativamente dx-sx-dx-sx, eseguendo quattro passi indietro con il piede opposto alla mano che colpisce. Come sempre la descrizione del movimento è più complessa che non facendola, per cui vi rimando all'osservazione del filmato sempre efficace di www.taiji.de in fondo al post. In ogni caso partendo dalla precedente posizione del Suonatore di Pi Pa, la mano dx scende con un largo cerchio in basso (col palmo in in alto) fino ad arrivare dietro il capo e prima di iniziare un movimenti diritto col palmo rivolto in avanti verso il volto dell'ideale avversario. 

Mentre la destra compie il lungo arco, la mano sinistra volge il palmo in alto e scivola poi indietro portandosi vicino al petto, scorrendo quasi sotto la dx che avanza. Come già detto il movimento viene ripetuto quattro volte alternando le braccia in contemporanea ai relativi passi indietro. Durante l'esecuzione il torso ruota prima a dx, fino a seguire il punto di massimo arretramento del braccio dx, riportandosi al centro quando il dx colpisce, quindi esegue la stessa torsione a sx e quindi ancora a dx e a sx. Lo sguardo rimane all'altezza del viso avversario seguendo il movimento della mano che colpisce. Il peso del corpo si sposta alternativamente e completamente sul piede che rimane arretrato.E' importante mantenere il bacino sempre alla medesima altezza evitando l'alzarsi e l'abbassarsi del corpo durante la tecnica, mantenendo le ginocchia sempre leggermente piegate. Anche le braccia non devono mai essere completamente estese, ma rimanere al termine di ogni passaggio, con una leggera curvatura del gomito verso il basso.Come sempre una attenzione particolare va posta  alla respirazione, fondamento dell'esercizio del tai ji. L'inspirazione si effettua durante l'arco che compie la mano arretrando e l'espirazione mentre la stessa mano avanza per colpire. Il ritmo, come in tutto lo stile Yang rimane sempre uguale e lento, modulato appunto dal ritmo respiratorio. 

Proprio questo ritmo del respiro che è lo stesso che accompagna gli esercizi di meditazione di tanti sistemi orientali di pratiche del corpo, come lo yoga indiano o gli esercizi zen giapponesi o lo stesso Qi Gong cinese, sono parte fondamentale della pratica e contribuiscono in maniera determinante al beneficio che si conta di trarne, sia dal punto fisico che mentale. Non per nulla il Tai ji viene anche definito come una meditazione in movimento. Oltre al benessere indubbio che il praticante rileva sempre sul suo equilibrio interiore, gli effetti benefici sul fisico sono stati studiati anche dal punto di vista scientifico, cosa molto più interessante per la nostra attenzione occidentale. Vi rimando quindi a questo interessante articolo di Tuttoscienze che illustra una indagine di lungo termine (30 anni) eseguita dall'Università di Princeton sugli effetti benefici della respirazione ritmata tipica dei processi di meditazione, sull'apparato cardiocircolatorio e sulla conseguente significativa diminuzione di malattie che attengono a questo apparato, nei gruppi che hanno eseguito tale pratica costantemente, rispetto ai gruppi campione. Inoltre poiché questo movimento è tutto incentrato sulla torsione verticale della spina dorsale, l'intero sistema nervoso periferico ne ottiene beneficio, così come la muscolatura delle cosce che sostengono alternativamente il peso del corpo.




Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971


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Eufemismi e volgarità.



Quando una cultura si volge ad una fase di decadenza, spesso vede un rinvigorirsi di tendenze conservative e di incremento del sottinteso al contrario di quando succede con la vitalità barbara che ama la chiarezza dell'espressione se pur spesso sopra le righe. In Cina il prevalere della filosofia confuciana, rigida e regolata che  pretende un forte controllo formale sulle pulsioni, si è sempre accompagnata a periodi in cui il paese ha visto progressivamente spegnersi la sua influenza e la sua importanza nell'area. L' ultima dinastia, quella Manciù denominata Qing, subentrata ai Ming nel 1644 e terminata con il famoso ultimo imperatore nel 1911, ne è stato un esempio calzante. In questo periodo la Cina non è mai stata tanto confuciana come nel resto della sua storia ed a poco a poco si cominciò a considerare volgare ogni cosa in cui avesse prevalenza il lato fisico. Nella letteratura e nelle arti figurative si cominciò a sorvolare sulla fisicità dell'amore, scomparì il nudo come soggetto e ci si compiacque di figure illanguidite e di descrizioni dell'amore puramente letterario e platonico, potremmo addirittura dire stilnovistico. I giovani provavano sentimenti per ragazze descritte nelle poesie, gli innamorati erano delicati e ipersensibili, cadendo ammalati alla minima contrarietà. Le fanciulle avevano sempre il viso pallido e illuminato da lieto stupore, le spalle spioventi, le mani affusolate e ovviamente gli innamorati letterari morivano tutti giovani rapiti da morbi fatali. 

Ogni simbologia erotica viene trasposta soprattutto nel linguaggio. In un dipinto dell'epoca due giovani osservano il giardino con espressione innocente e sognatrice, ma piccolissimi in un angolo del quadro, seminascosti dal fogliame, due insetti si accoppiano. Ecco un'opera considerata estremamente audace e scandalosa. Ma l'artista non sa resistere all'affrontare il soggetto erotico; ecco dunque il fiorire di trasposizioni che sono rimaste ben fissate nella cultura cinese. Dunque le fanciulle sono raffigurate mentre ricamano strisce di seta e gli uomini intenti ad intingere il pennello da scrittura nel calamaio della china, mentre la bella è pudicamente seduta al loro fianco. Due gesti che sono stati trasferiti al linguaggio simbolico che negli ultimi trecento anni hanno dipinto l'atto sessuale con il "ricamare" da parte della donna e "intingere il pennello" da parte maschile. A poco a poco queste espressioni si sono modificate anche nel linguaggio moderno come rileva Lin Yu Tang, scrittore cinese che andava per la maggiore durante la mia gioventù, valendosi di simbolismi più moderni e recenti come come ascoltare la radio o fare le iniezioni. Diceva questo famoso autore dell' Importanza di vivere: La società può esistere solo sulla base di cortesi bugie a patto che nessuno dica esattamente ciò che pensa. Poi, però, non turbiamoci troppo, alla fine la vena taotista prevale sempre dietro il paravento.


Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966
Lin Yu Tang - The importance of living - 1937


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