Robe da matti!




Sono senza parole.





Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Yòng.

foto dal web

Il carattere che esaminiamo oggi è uno dei più usati nella lingua cinese. Infatti il nostro yòng - - significa appunto Usare. L'ideogramma rappresenta uno dei più famosi modelli classici dei vasi di bronzo a tre piedi che venivano utilizzati anche come ex voto agli antenati. Nel tempo si è cristallizzato il significato di Uso, Usare, appunto traslando dall'oggetto alla sua funzionalità. Essendo un vocabolo ed un significante di utilizzo frequentissimo lo troviamo anche come componente di  altri moltissimi caratteri. Ad esempio in unione con uncino e albero, particolare che caratterizza molti strumenti fabbricati in legno, dà luogo a tǒng -  桶- secchio, cesto, appunto strumento di raccolta in legno con manico da appendere ad un uncino. Ma tra i molti altri, vorrei portare la vostra attenzione su uno in particolare, che come sempre dimostra come la lingua illustri molto bene la mentalità e la cultura di un paese. Se infatti accoppiamo il nostro Usare al segno stilizzato di Uomo, individuo, che già ben conoscete otteniamo yōng -  - Assumere. e accoppiato a Lavoro abbiamo : 佣工 -Yong Gong - Persona assunta. Quindi nella mentalità cinese il lavoratore è per definizione una persona da "usare" come un qualsiasi altro strumento di lavoro, una cosa da sfruttare al massimo per quello che può dare, salvo poi buttarlo quando sia superato o consumato. Orribile vero? Ma pensate che da noi siamo molto distanti da qui? 


O che invece con i milioni di contratti a termine, false partite Iva e falsi stage gratuiti, non li abbiamo ormai scavalcati da tempo i nostri amici cinesi. Ormai una intera generazione di italiani è "usata" in questo modo, con la totale e completa connivenza di sedicenti sindacati che per oltre un decennio hanno ignorato completamente la questione, anzi avallandola, preferendo battersi, con faccia truce, per la crisalide dell'articolo 18, quella sì assolutamente inutile alla quasi totalità dei lavoratori, come ben sa chi ha frequentato fabbriche e luoghi di lavoro vari. Però è più pagante forse per i propri (pochi iscritti) gridare e scendere in piazza per una bandiera dietro cui non c'è nulla di concreto, fregandosene di spingere in quella direzione, anzi, ben a braccetto con questa opposizione scellerata  costituita dal peggio dell'Italia becera e razzista che sta impedendo anche quell'accenno di sviluppo proposto per andare nella giusta direzione, di tentare di estendere pragmaticamente almeno un po' dei diritti che contano alla moltitudine di chi ancora non ce li ha. Non è corretto (almeno io credo) dire che per dare a qualcuno non devi togliere ad altri, perché la trattativa è comunque fatta sempre di un concedere qualcosa per ottenere qualcos'altro e mai come in questo caso si stava ottenendo di aprire una strada per riportare alla dignità milioni di persone, rinunciando ad un simulacro vuoto che non sta nei fatti proteggendo nessuno. Ma come dappertutto, anche da noi pare basti gridare più forte degli altri per ottenere consenso.

Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Recensione: Marygold Hotel.

Ecco servita una gradevole commediola, condita con una magnifica location, fotografia di prim'ordine e magnifici attori che ne innalzano decisamente il tono. La vicenda è semplice e già sfruttata.Un gruppo di anziani, soprattutto a causa delle loro cattive situazioni familiari e finanziarie decidono, indipendentemente l'uno dall'altro, di trascorrere la parte finale della loro vita in un paese esotico. Finiscono così tutti insieme in un improbabile hotel residence indiano dove la vicenda si snoda piacevolmente fino alla fine. D'accordo non è un capolavoro, la sceneggiatura è un po' semplicistica e incline alla macchietta e allo stereotipo, ma i grandi attori e qui si tratta davvero di un cast eccezionale, con una sola occhiata , una sola battuta valgono il prezzo del biglietto. Davvero straordinari Bill Nighy,  Tom Wilkinson, Judy Dench, Maggy Smith (quest'ultima strepitosa a cui basta un aggrottar di ciglia o uno sguardo per risolvere situazioni spassose e divertenti), davvero tra i più bravi attori inglesi che qui mostrano tutta la loro verve e capacità espressiva sotto la regia precisa di John Madden. 

Non ultimo, simpatico anche se un po' sopra le righe, il Dev Patel del Millionaire. Una sottile vena malinconica, che, se più approfondita avrebbe alzato ancor di più il tono del film, aleggia nei volti e nelle situazioni. Sullo sfondo, come straordinaria serie di quinte, l'India del Rajastan, che una fotografia strepitosa rende magnifica ma assolutamente realistica, con tutti quegli aspetti bellissimi od orribili e fastidiosi, che costituisco l'insieme di questo meraviglioso paese, così odiato e insopportabile per chi coglie solo questi ultimi, così amato ed irresistibile per chi vede ed apprezza anche i primi, situazione che ritroviamo anche nei personaggi della vicenda. Le soluzioni sono un po' facile e scontate, ma le gags e la bravura degli attori portano a casa il lavoro egregiamente. Si ride e si sorride, un pochino anche si pensa e quando tornerete a casa, sarete contenti di essere usciti, che di questi tempi non è poco. Intanto godetevi il trailer.





Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:



Cura da cavallo.

da Borsa e finanza.
Succede che nemmeno te ne accorgi. Tutto sembra normale, logico, assolutamente non esagerato o eccedente, eppure quasi senza parere, e ci vogliono anni perché si concretizzi appieno, ecco che ti ritrovi obeso ed ipertrofico. Un ciccione anche un po' sgradevole che trasuda tutto il peggio che il benessere gli ha appiccicato attorno. Diventi antipatico e spocchioso, da proletario bisognoso che eri, ti sei trasformato in un ricco epulone enorme che crede che tutto gli sia concesso di diritto. A poco a poco, però, assieme alla piacevolezza di una vita priva di rinunce o almeno moderazione, compaiono le prime magagne che si fanno sempre più pressanti e più gravi, man mano che passa il tempo. Intanto l'abitudine ad uno stile di vita che tutto pretende e che non trovi neanche sbagliato, anzi come minimo dovuto ed auspicabile, ti hanno abituato male e a questo punto diventa difficilissimo cambiare direzione per rimettersi sulla buona strada. Certo la colpa di tutto questo è in parte tua che hai goduto di tutto, anzi ad un certo punto lo hai preteso, adducendo finte necessità, bisogni inderogabili, richieste pressanti che diventavano poi diritti inalienabili. L'altra parte della colpa va invece a chi ti circondava e che desiderando in qualche modo la tua approvazione ed il tuo affetto interessato, tutto ti concedeva, blandendo il tuo ego smisurato, fornendoti quanto richiesto senza preoccuparsi minimamente del fatto che prima o poi sarebbe arrivato un duro conto da pagare, anche se i soldi non ce li avevi. 

Poi, un bel giorno, è giunto il momento. Si è spezzato quel gioco che sembrava potersi prolungare all'infinito ed un bel serio check up ha messo in evidenza che eravamo ormai al punto critico, che se non ponevi mano in modo deciso e pesante al problema, le conseguenze sarebbero state, ahimé, fatali, non solo per te naturalmente, ma anche per chi ti stava accanto. Cari miei, allora bisogna correre e in fretta da un dottore di quelli veri, non da quella banda di farabutti omeopati, impositori di mani, dulcamara in possesso di tutte le panacee che con pochi pannicelli caldi continuavano a dirti di stare tranquillo che tutto si sarebbe risolto facilmente, bastava comprargli a caro prezzo un po' di acqua fresca e tutto sarebbe andato per il meglio. No, adesso è un po' tardi per le tisane depuranti e gli impacchi di lino, bisogna mettere in atto tutta una serie di odiosi provvedimenti, tutte condizioni necessarie ed obbligatorie, dolorose e penosissime, che prima si sarebbero potute somministrare a poco a poco e senza troppo soffrire e che invece adesso vanno prese tutte assieme e di corsa a rischio di farsi venire il coccolone. Medicine amarissime e intrangugiabili, lunghe e faticose sedute di palestra ogni giorno, dieta orribilmente ipocalorica, brodini insulsi e verdurame sciapo per mesi, forse per anni. Ma attenzione, l'alternativa è soltanto la fine definitiva ed inevitabile. Eccovi dunque subito circondati dagli infami cerusici che vi hanno portato alla rovina, pronti a dire che è tutto sbagliato, che basta tornare alle loro prescrizioni amorose e dolci, che loro sì saprebbero come fare, dopo che per decenni vi hanno trascinato, voi ben compiacenti e corresponsabili, nel gorgo fatale. 

Dunque ragazzi, cerchiamo di riconoscere questo inoppugnabile situazione. Non ci si chiede di dire che ci piace e che siamo contenti, ma se vogliamo tornare ad uno stato di salute almeno accettabile, seguiamo le prescrizioni necessarie, riconoscendone l'obbligatorietà insindacabile. Certo lamentiamoci pure, blateriamo contro l'ingiustizia, indichiamo con sdegno la dieta, così ingiustamente meno rigida, assegnata al nostro vicino di casa, più obeso di noi, quell'infame, che gli consente anche il formaggio, mentre a noi hanno vietato la Nutella, che non siamo mica di ferro, ma non andiamo a prendercela con il dottore incaricato della cura, che fa semplicemente e con professionalità il suo dovere e il suo obbligo deontologico. Anche i vicini apprezzeranno il fatto che finalmente ce la stiamo mettendo tutta per dimagrire, soffrendo certo, e magari tenendo alla larga ancora per un po' gli osti imbonitori che ci apparecchiavano la tavola con montagne di salamelle e strutto fuso, dolci ridondanti di panna e pietanze succulente di aromi. Ci siamo ingozzati per anni, finendo per lasciare i nostri figli con il panierino della colazione vuoto. Sono un po' pelle e ossa 'sti ragazzi, bisogna fare attenzione che prima o poi vengano anche loro a presentarci il conto per la nostra pinguedine che ci appare così naturale e dovuta e da cui nessuno si può chiamare fuori. Protestiamo pure versando calde lacrime coccodrillesche, ma cerchiamo di far scendere 'sta glicemia, che è ancora sopra i 300!


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:
Economia politica 1.

Decisioni controverse.

dal web

La verità è che sono un tradizionalista. Come tutti coloro che avanzano con gli anni, a poco a poco rimango turbato dalle novità, che magari portano efficienza e migliorie, ma turbano irrimediabilmente quel senso di rassicurazione che ti dà il sistema vecchio, ben conosciuto, sul quale ti sei adagiato nel tempo. Certo è un errore, ma come è facile lasciarsi andare in questo mare di piacevole adagiarsi su letti comodi e conosciuti, con cui ripercorrere strade senza imprevisti. Così quando questa mattina percorrendo la rassegna stampa ho letto la notizia sparata dalla rivista sportiva neozelandese Hunting and fishing, ci sono rimasto male. Intanto devo premettere che io, tiepido cultore dell'arte pedatoria che affascina la maggioranza degli Italiani, rimanendo legato al massimo alle raccolte di figurine degli anni 60, per poter avere Nordhal e Rivera, sono invece appassionato di rugby. Mi piace davvero questo sport da camionisti, giocato da gentiluomini, in cui si rispetta la decisione arbitrale senza discutere, arbitro che ha comunque avuto l'umiltà di sottomettersi all'uso della moviola, che peraltro viene usata pochissimo. I giocatori poi, rappresentano  l'archetipo della mascolinità classica, nell'aspetto fisico e nella determinazione, rimandano a sfide antiche, fatte di forza e di intelligenza allo stesso tempo. Un gioco che può funzionare, vero insegnamento sociale, solo se la squadra agisce come se fosse un unico organismo pulsante, dove la tattica e la disposizione degli uomini, il movimento della palla, gli schemi applicati sono parte di una strategia complessa e indispensabile per vincere propria di sfide apparentemente lontane come il gioco degli scacchi.

Arrivare alla meta è risultato di un lungo avvicinamento in cui la determinazione e la spinta devono accoppiarsi all'obbligo di passare la palla solo all'indietro, gesto dalla pregnanza filosofica che fa riflettere. Già proprio la palla, così strana ed anomala, che lo diversifica così profondamente dagli altri sport. Ebbene, proprio in conseguenza di ciò, pare che proprio la forma ovale della palla, a causa dei suoi rimbalzi irregolari, sia responsabile della maggior parte degli incidenti gravi, come quello che ha interrotto la carriera del mediano di mischia Sudafricano Jeffrey Cod, che ha provocato la rottura di una vertebra all'avanti irlandese Chubby O' Tuna e che ha distrutto nella scorsa stagione il ginocchio del più forte calciatore di tutti i tempi, il francese Ferdinand S. Pierre. Così pur destando molte perplessità nell'ambiente, arriva la notizia, non inattesa per la verità in quanto da qualche mese se ne vociferava nell'ambiente, comunicata oggi ufficialmente al board dal presidente della Federazione Internazionale Gioco Rugby (vedere qui nel sito, la notizia ufficiale), l'australiano Sea Bass, che dalla prossima stagione  la tradizionale palla ovale che ha accompagnato per oltre un secolo questo nobile gioco, sarà sostituita da un banale pallone rotondo, se pur un poco più piccolo di quello del calcio. Per carità, rimbalzerà meglio, non ci sono dubbi ma mi sembra che il fascino del rugby ne perderà di molto. Non vorrei che molti appassionati, cambiassero rete. Non siete d'accordo? Fatemi sapere.
Dal web (per le mie lettrici)

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare: