Recensione: Marygold Hotel.

Ecco servita una gradevole commediola, condita con una magnifica location, fotografia di prim'ordine e magnifici attori che ne innalzano decisamente il tono. La vicenda è semplice e già sfruttata.Un gruppo di anziani, soprattutto a causa delle loro cattive situazioni familiari e finanziarie decidono, indipendentemente l'uno dall'altro, di trascorrere la parte finale della loro vita in un paese esotico. Finiscono così tutti insieme in un improbabile hotel residence indiano dove la vicenda si snoda piacevolmente fino alla fine. D'accordo non è un capolavoro, la sceneggiatura è un po' semplicistica e incline alla macchietta e allo stereotipo, ma i grandi attori e qui si tratta davvero di un cast eccezionale, con una sola occhiata , una sola battuta valgono il prezzo del biglietto. Davvero straordinari Bill Nighy,  Tom Wilkinson, Judy Dench, Maggy Smith (quest'ultima strepitosa a cui basta un aggrottar di ciglia o uno sguardo per risolvere situazioni spassose e divertenti), davvero tra i più bravi attori inglesi che qui mostrano tutta la loro verve e capacità espressiva sotto la regia precisa di John Madden. 

Non ultimo, simpatico anche se un po' sopra le righe, il Dev Patel del Millionaire. Una sottile vena malinconica, che, se più approfondita avrebbe alzato ancor di più il tono del film, aleggia nei volti e nelle situazioni. Sullo sfondo, come straordinaria serie di quinte, l'India del Rajastan, che una fotografia strepitosa rende magnifica ma assolutamente realistica, con tutti quegli aspetti bellissimi od orribili e fastidiosi, che costituisco l'insieme di questo meraviglioso paese, così odiato e insopportabile per chi coglie solo questi ultimi, così amato ed irresistibile per chi vede ed apprezza anche i primi, situazione che ritroviamo anche nei personaggi della vicenda. Le soluzioni sono un po' facile e scontate, ma le gags e la bravura degli attori portano a casa il lavoro egregiamente. Si ride e si sorride, un pochino anche si pensa e quando tornerete a casa, sarete contenti di essere usciti, che di questi tempi non è poco. Intanto godetevi il trailer.





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Cura da cavallo.

da Borsa e finanza.
Succede che nemmeno te ne accorgi. Tutto sembra normale, logico, assolutamente non esagerato o eccedente, eppure quasi senza parere, e ci vogliono anni perché si concretizzi appieno, ecco che ti ritrovi obeso ed ipertrofico. Un ciccione anche un po' sgradevole che trasuda tutto il peggio che il benessere gli ha appiccicato attorno. Diventi antipatico e spocchioso, da proletario bisognoso che eri, ti sei trasformato in un ricco epulone enorme che crede che tutto gli sia concesso di diritto. A poco a poco, però, assieme alla piacevolezza di una vita priva di rinunce o almeno moderazione, compaiono le prime magagne che si fanno sempre più pressanti e più gravi, man mano che passa il tempo. Intanto l'abitudine ad uno stile di vita che tutto pretende e che non trovi neanche sbagliato, anzi come minimo dovuto ed auspicabile, ti hanno abituato male e a questo punto diventa difficilissimo cambiare direzione per rimettersi sulla buona strada. Certo la colpa di tutto questo è in parte tua che hai goduto di tutto, anzi ad un certo punto lo hai preteso, adducendo finte necessità, bisogni inderogabili, richieste pressanti che diventavano poi diritti inalienabili. L'altra parte della colpa va invece a chi ti circondava e che desiderando in qualche modo la tua approvazione ed il tuo affetto interessato, tutto ti concedeva, blandendo il tuo ego smisurato, fornendoti quanto richiesto senza preoccuparsi minimamente del fatto che prima o poi sarebbe arrivato un duro conto da pagare, anche se i soldi non ce li avevi. 

Poi, un bel giorno, è giunto il momento. Si è spezzato quel gioco che sembrava potersi prolungare all'infinito ed un bel serio check up ha messo in evidenza che eravamo ormai al punto critico, che se non ponevi mano in modo deciso e pesante al problema, le conseguenze sarebbero state, ahimé, fatali, non solo per te naturalmente, ma anche per chi ti stava accanto. Cari miei, allora bisogna correre e in fretta da un dottore di quelli veri, non da quella banda di farabutti omeopati, impositori di mani, dulcamara in possesso di tutte le panacee che con pochi pannicelli caldi continuavano a dirti di stare tranquillo che tutto si sarebbe risolto facilmente, bastava comprargli a caro prezzo un po' di acqua fresca e tutto sarebbe andato per il meglio. No, adesso è un po' tardi per le tisane depuranti e gli impacchi di lino, bisogna mettere in atto tutta una serie di odiosi provvedimenti, tutte condizioni necessarie ed obbligatorie, dolorose e penosissime, che prima si sarebbero potute somministrare a poco a poco e senza troppo soffrire e che invece adesso vanno prese tutte assieme e di corsa a rischio di farsi venire il coccolone. Medicine amarissime e intrangugiabili, lunghe e faticose sedute di palestra ogni giorno, dieta orribilmente ipocalorica, brodini insulsi e verdurame sciapo per mesi, forse per anni. Ma attenzione, l'alternativa è soltanto la fine definitiva ed inevitabile. Eccovi dunque subito circondati dagli infami cerusici che vi hanno portato alla rovina, pronti a dire che è tutto sbagliato, che basta tornare alle loro prescrizioni amorose e dolci, che loro sì saprebbero come fare, dopo che per decenni vi hanno trascinato, voi ben compiacenti e corresponsabili, nel gorgo fatale. 

Dunque ragazzi, cerchiamo di riconoscere questo inoppugnabile situazione. Non ci si chiede di dire che ci piace e che siamo contenti, ma se vogliamo tornare ad uno stato di salute almeno accettabile, seguiamo le prescrizioni necessarie, riconoscendone l'obbligatorietà insindacabile. Certo lamentiamoci pure, blateriamo contro l'ingiustizia, indichiamo con sdegno la dieta, così ingiustamente meno rigida, assegnata al nostro vicino di casa, più obeso di noi, quell'infame, che gli consente anche il formaggio, mentre a noi hanno vietato la Nutella, che non siamo mica di ferro, ma non andiamo a prendercela con il dottore incaricato della cura, che fa semplicemente e con professionalità il suo dovere e il suo obbligo deontologico. Anche i vicini apprezzeranno il fatto che finalmente ce la stiamo mettendo tutta per dimagrire, soffrendo certo, e magari tenendo alla larga ancora per un po' gli osti imbonitori che ci apparecchiavano la tavola con montagne di salamelle e strutto fuso, dolci ridondanti di panna e pietanze succulente di aromi. Ci siamo ingozzati per anni, finendo per lasciare i nostri figli con il panierino della colazione vuoto. Sono un po' pelle e ossa 'sti ragazzi, bisogna fare attenzione che prima o poi vengano anche loro a presentarci il conto per la nostra pinguedine che ci appare così naturale e dovuta e da cui nessuno si può chiamare fuori. Protestiamo pure versando calde lacrime coccodrillesche, ma cerchiamo di far scendere 'sta glicemia, che è ancora sopra i 300!


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Economia politica 1.

Decisioni controverse.

dal web

La verità è che sono un tradizionalista. Come tutti coloro che avanzano con gli anni, a poco a poco rimango turbato dalle novità, che magari portano efficienza e migliorie, ma turbano irrimediabilmente quel senso di rassicurazione che ti dà il sistema vecchio, ben conosciuto, sul quale ti sei adagiato nel tempo. Certo è un errore, ma come è facile lasciarsi andare in questo mare di piacevole adagiarsi su letti comodi e conosciuti, con cui ripercorrere strade senza imprevisti. Così quando questa mattina percorrendo la rassegna stampa ho letto la notizia sparata dalla rivista sportiva neozelandese Hunting and fishing, ci sono rimasto male. Intanto devo premettere che io, tiepido cultore dell'arte pedatoria che affascina la maggioranza degli Italiani, rimanendo legato al massimo alle raccolte di figurine degli anni 60, per poter avere Nordhal e Rivera, sono invece appassionato di rugby. Mi piace davvero questo sport da camionisti, giocato da gentiluomini, in cui si rispetta la decisione arbitrale senza discutere, arbitro che ha comunque avuto l'umiltà di sottomettersi all'uso della moviola, che peraltro viene usata pochissimo. I giocatori poi, rappresentano  l'archetipo della mascolinità classica, nell'aspetto fisico e nella determinazione, rimandano a sfide antiche, fatte di forza e di intelligenza allo stesso tempo. Un gioco che può funzionare, vero insegnamento sociale, solo se la squadra agisce come se fosse un unico organismo pulsante, dove la tattica e la disposizione degli uomini, il movimento della palla, gli schemi applicati sono parte di una strategia complessa e indispensabile per vincere propria di sfide apparentemente lontane come il gioco degli scacchi.

Arrivare alla meta è risultato di un lungo avvicinamento in cui la determinazione e la spinta devono accoppiarsi all'obbligo di passare la palla solo all'indietro, gesto dalla pregnanza filosofica che fa riflettere. Già proprio la palla, così strana ed anomala, che lo diversifica così profondamente dagli altri sport. Ebbene, proprio in conseguenza di ciò, pare che proprio la forma ovale della palla, a causa dei suoi rimbalzi irregolari, sia responsabile della maggior parte degli incidenti gravi, come quello che ha interrotto la carriera del mediano di mischia Sudafricano Jeffrey Cod, che ha provocato la rottura di una vertebra all'avanti irlandese Chubby O' Tuna e che ha distrutto nella scorsa stagione il ginocchio del più forte calciatore di tutti i tempi, il francese Ferdinand S. Pierre. Così pur destando molte perplessità nell'ambiente, arriva la notizia, non inattesa per la verità in quanto da qualche mese se ne vociferava nell'ambiente, comunicata oggi ufficialmente al board dal presidente della Federazione Internazionale Gioco Rugby (vedere qui nel sito, la notizia ufficiale), l'australiano Sea Bass, che dalla prossima stagione  la tradizionale palla ovale che ha accompagnato per oltre un secolo questo nobile gioco, sarà sostituita da un banale pallone rotondo, se pur un poco più piccolo di quello del calcio. Per carità, rimbalzerà meglio, non ci sono dubbi ma mi sembra che il fascino del rugby ne perderà di molto. Non vorrei che molti appassionati, cambiassero rete. Non siete d'accordo? Fatemi sapere.
Dal web (per le mie lettrici)

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Considerazioni sul Tai Ji Quan.

Questo blog, come sapete, è in linea teorica volto ad oriente. Mi piacerebbe quindi di tanto in tanto proporvi qualche osservazione sul Tai Ji Quan (o Tai Chi Chuan che dir si voglia) che oltre ad essere un'arte marziale che sta alla base di tutte le altre, è anche un sistema di esercizi altamente sofisticato, mirato verso la salute fisica e mentale. Pur essendo appassionato e praticando questa arte da ormai una decina di anni devo premettere che non ho titolo per insegnare alcunché, quindi riporterò in queste chiacchiere di  amatore, punti ricavati da dotte letture e insegnamenti di grandi maestri. Se qualcuno di voi, leggendo queste cose, verrà stimolato ad avvicinarsi alla pratica, sarà un grande successo per un blog di servizio. Vorrei intanto precisare che, benché il Tai Ji abbia  tra le sue finalità la lotta contro uno o più avversari, lo studio e la tecnica che si acquisisce sono basati sul principio taoista della non-aggressione, della non-violenza, della non-resistenza e non-opposizione allo scopo di vincere la forza con la morbidezza. 

Tutto questo porta come conseguenza una ricaduta di benessere, sulla salute fisica e psichica dei praticanti, migliorandone particolarmente l'equilibrio. Vi segnalo ad esempio questo interessante studio del New england journal of medicine, Tai chi and postural stability in patients with Parkinson's disease, da cui si evidenziano miglioramenti significativi in questi pazienti in cui la capacità di equilibrio è particolarmente messa a prova. Altri studi medici confermano una drastica diminuzione delle cadute con fratture in praticanti over 70. Credo che ce ne sia quantomeno da porgere attenzione alla cosa. Mi limiterei per il momento ad esaminare alcuni movimenti utilizzati nelle forme del Tai Ji tentando di capire cosa c'è al di sotto di quello che potrebbe apparire come un semplice gesto fisico. 

Comincerei dal movimento iniziale di tutte le forme di Tai Ji: QĬ SHÌ .Questo movimento all'apparenza semplicissimo prepara alla concentrazione della mente per stabilire uno stato d'animo utile allo scopo dell'esercizio con un uso cosciente della mente diretta a tutti i movimenti del corpo successivi. Per questo ogni forma del Tai Ji comincia con questa semplice tecnica. La posizione è eretta, portare i piedi leggermente aperti e paralleli alla distanza delle spalle. Le braccia, distese lungo il corpo con le mani all'altezza delle cosce. Portare i palmi aperti rivolti al pavimento. La testa e il collo sono eretti, ma in tutto il corpo non deve esserci rigidità o tensione. Spalle abbassate e gomiti leggermente piegati. Sollevare lentamente le mani avanti fino all'altezza delle spalle, palmi rivolti in basso, fino a portare le dita leggermente più alte e sciolte, gomiti leggermente piegati verso il basso. Poi lasciando il torso eretto piegare leggermente le ginocchia gradualmente e allo stesso tempo abbassare le mani a livello del ventre. Punto di equilibrio centrale. Lo sguardo è rivolto in avanti verso un punto indefinito. Rilassare il petto rafforzando la posizione della schiena senza ingobbirsi. 

Durante lo svolgimento di questo primo semplice movimento, il corpo deve rimanere in uno stato di quiete e la mente concentrarsi enfatizzando un senso di vuoto. La respirazione (inspirazione durante il sollevarsi delle braccia ed espirazione durante l'abbassamento) si abbassa sotto l'ombelico. L'intero corpo deve rimanere vigile ma naturale e rilassato. Il beneficio dell'esercizio consiste nel portare l'attenzione della mente sui movimenti, distogliendola da altri pensieri, rilassando il corpo in maniera naturale. Ristora organi e muscoli esterni nella loro posizione propria. Tutto questo migliora l'armonia generale, rinvigorisce lo spirito e tonifica il sistema nervoso. Tutta fuffa? Mah, intanto è un esercizio fisico praticato da secoli, di certo non guarisce le malattie, però predispone il corpo ad uno stato generale di salute fisica e mentale che potrebbe, in parte certo, prevenirle. Fatemi sapere se l'argomento vi interessa, magari andiamo avanti. Per maggiore chiarimento guardatevi il video seguente che mostra la forma 24 stile Yang. Il movimento di cui abbiamo parlato oggi è il primo dei 24 della forma.

Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968



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Eunuchi e concubine.

La bramosia di potere è la stessa sotto tutte le bandiere e tutti i soli. L'uomo è disposto a tutto per esercitare la sua volontà meglio se in maniera sfrenata e questo gli da un piacere superiore ad ogni altro e non sto a sottolineare il famoso proverbio siciliano. Non credo che sia una questione di testosterone, anche perché questa bramosia si ritrova tale e quale anche nell'altra metà del cielo, basta che ne abbia l'opportunità. Forse è per questo che l'uomo ha sempre utilizzato metodologie oppressive verso l'altro sesso, partendo dall'educazione fino ad ideare sistemi discriminatori a volte sottili ma efficaci. E' sempre per levarsi una buona metà di concorrenti, spesso i migliori. E' di questi giorni la notizia (riportata da ParteCinesePartenopeo, un blog informatissimo sula vita cinese che vi consiglio) che in quel paese, rilevato il fatto che ai difficilissimi esami di ammissione alle università, che continuano in questo modo la tradizione confuciana, passano ormai oltre il 70% di donne. Il partito sta quindi esaminando seriamente la possibilità di fare esami separati con test più semplificati per i maschi, al fine di riportare ad una più consona armonia questa situazione pericolosa, che potremmo definire come una discriminazione intellettiva. 

Paese curioso il Regno di Mezzo, non trovate? D'altra parte anche in passato possiamo trovare testimonianze curiose riguardanti la brama di potere, da quelle parti. Ad esempio è sempre stato noto che nell'harem imperiale si giocava una dura partita tra le prescelte per esercitare una pressione fondamentale sui deboli imperatori, così sensibili alle grazie femminili da farsi dettare buona parte dell'agenda politica dalla favorita di turno. Le concubine imperiali hanno sempre svolto un ruolo chiave nella politica cinese (forse non solo laggiù, direbbe qualcuno). spesso appoggiandosi al partito degli eunuchi. Ebbene, pare che molti uomini facessero a gara per entrare nel novero degli eunuchi di corte, ricorrendo volontariamente alla castrazione pur di poter far parte di quella casta potentissima che fungeva in effetti da trait-d'union tra le concubine ed il sovrano. Se questa non è una dimostrazione lampante che cumannari è 'mmegghiu ca fottiri, non saprei quale altra. Chi sa se anche da noi si ponesse questa condizione per poter entrare in parlamento, forse, parlando di diminuzione della spesa pubblica, si eviterebbero molte spese accessorie.


Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966


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Xiōng,Mèi,Jiě,Tài.
Nán 

Per un amico triste.